“E ho detto al mio corpo sottovoce: “Voglio essere tua amica”.
Ha inspirato profondamente e mi ha risposto:
“Ho aspettato questo per tutta la mia vita.”
Nayyirah Waheed
Il nostro corpo ci invia di continuo messaggi che spesso rimangono inascoltati. In tutti i modi cerchiamo ignorare e mettere a tacere questi messaggi con farmaci, terapie, pillole di qualsiasi genere.
Ma i sintomi rimangono, anzi, mutano d’aspetto, questo processo si definisce “creatività del sintomo”, ma rimangono. I sintomi non sono altro che allarmi inviati dal nostro corpo ed è per questo motivo che andrebbero accettati, ascoltati, compresi.
Cosa mi vuole dire oggi il mio mal di testa? E come mai proprio in questo momento della mia vita mi sono bloccato con la schiena?
Sono “grida di aiuto” che il nostro corpo ci invia e che non dovrebbero subito essere soffocate da antidolorifici. Questo sintomo vuole forse comunicare che stiamo agendo senza dare retta al nostro corpo? Senza dare ascolto alle nostre sensazioni ed emozioni? Stiamo forse compiacendo qualcuno senza accogliere i nostri bisogni?
Questi sono solamente alcuni esempi dei messaggi che può inviare il nostro corpo e che fin troppo spesso non siamo in grado di cogliere perché non abituati ad ascoltarlo.
Cosa significa porsi in ascolto del proprio corpo?
Ascoltare il proprio corpo significa ascoltare e comprendere le proprie emozioni. Le emozioni che proviamo nascono nel corpo, sono esperienze corporee che hanno una funzione adattiva e di sopravvivenza della specie. Se riflettiamo un momento, infatti ogni emozione ha una propria espressione corporea che richiama qualcosa di ancestrale: con la paura tratteniamo il fiato, con la rabbia serriamo la mascella e così via. L’importanza di sentirsi e, soprattutto, comprendere cosa ci stia accadendo, provando, permette al tutto di fluire in modo armonico. Quando, invece, reprimiamo le lacrime oppure ingoiamo bocconi amari senza la capacità di esprimerci, a causa di fardelli troppo pesanti o stereotipi che ci portiamo dietro fin dall’infanzia (per esempio, “sono un uomo e non posso permettermi di piangere”, oppure “non è una cosa buona arrabbiarsi” e altro ancora), il nostro corpo trasformerà le emozioni represse in contratture muscolari o in una particolare postura fino a che non reggerà più il peso della non espressione.
Siamo abituati a “pensare” di avere un corpo, spesso lo “sentiamo” solo quando fa male, invece noi siamo il nostro corpo e più che mai lo siamo stati da bambini, quando il nostro modo per comunicare era unicamente a livello corporeo e sensorio, prima che subentrasse il linguaggio verbale.
Il nostro corpo è la memoria dove sono registrate le nostre esperienze (memoria corporea), sul nostro corpo portiamo le tracce del nostro vissuto, dei nostri traumi, delle nostre emozioni, del nostro modo di relazionarci: il corpo è un testo inesauribile.
l nostro corpo non mente mai!
Va benissimo che ci piaccia fare le cose per gli altri, ma questo non dovrebbe impedirci di prenderci cura in primo luogo di noi stessi. È davvero essenziale rimanere sintonizzati sul proprio corpo, sul nostro “sentire”, troppo spesso ignorato o ascoltato solo quando ci fa male , in quanto è lui ad attirare la nostra attenzione e ad avvisarci quando qualcosa non va. Sfortunatamente, spesso tendiamo ad ascoltarlo quando è già troppo tardi. Se comprendiamo questo non lo considereremo più come scisso dalla mente, ma una meravigliosa unità corpo-mente. Comunque, pensa a prenderti cura di te: se non lo fai tu, allora chi lo farà?